La nuova “sfida tecnologica”

I giovani “Z” si trovano immersi in una società estremamente diversa rispetto alle precedenti. Di conseguenza i genitori dei “nativi digitali” spesso si sentono smarriti e privi di strumenti per fronteggiare le nuove sfide alle quali si trovano dinnanzi. La sfida più grande mai avuta prima è la “sfida tecnologica”. “Qual è l’età giusta per dare il cellulare a mio/a figlio/a?” “Ma se poi rimane l’unico/a senza cellulare viene escluso/a dal gruppo?” “Quanto tempo è bene che utilizzi gli strumenti tecnologici?” “Mio figlio non esce mai, sta sempre a giocare ai videogiochi”.

Queste sono alcune delle domande che i genitori degli Z gen si fanno.

Molto spesso questi ragazzi vivono una vita onlife, termine coniato dal filosofo Luciano Floridi, dove il mondo reale e quello virtuale si intrecciano, definendo così una vita ibrida, dove non è più chiaro cosa sia reale e cosa no.

Questo porta i giovani a percepire spesso un vuoto dentro che dà vita a nuovi disagi.

Ecco perché è importante sostenere i giovani, ma anche tutta la famiglia, che spesso si sente impotente e non sa come aiutare il proprio figlio/o, fornendo loro un supporto psicologico.